lunedì 9 maggio 2011

Tortini morbidi di yogurt a colazione



Una mattina di sole, dei dolcetti preparati la sera prima



La tavola a festa il sole dalle finestre
Lorenzo che corre per casa con i suoi piedini nudi

Enzo sonnecchiante, la caffettiera che sbuffa
una tazza di latte tiepido





Una passeggiata al giardino tra corse e fiori di camomilla
Una pianta di rose.
La mia festa della mamma.



I tortini li ho preparati usando gli ingredienti e le dosi per la torta allo yogurt.
Alcuni li ho farciti di Nutella, altri li ho ricoperti di gocce di cioccolato.
La ricetta la trovate qui.

sabato 30 aprile 2011

E Marabout sia...Pudding al cioccolato



Doveva essere almeno febbraio quando la mia Elena era tornata da Parigi con un libro di dolci francesi al cioccolato tutto per me: il MaraboutChef_Tout Chocolat.
Comprato casualmente nella stessa splendida libreria di Saint Germain in cui io qualche hanno fa avevo comprato un libro sui disegni erotici di Rodin.
Parigi è sempre un viaggio straordinario fosse anche solo attraverso le pagine di un libro.

E così sabato, in occasione di una cena tra amici e complice anche un po' di panna fresca da dover smaltire, decido che era arrivato il momento di togliere un po'di polvere di dosso al mio francese e spulciare finalmente tra le sue pagine alla ricerca del dolce adatto all'occasione.

E però, ironia della sorte, il dolce che meglio si sposava con le mie voglie cioccolatose quel pomeriggio non erano fondant e coulant ma un anglosassone che più anglassone non si può pudding al cioccolato.
Restava così del progetto serata con dolce francese solo la ricetta in lingua francese!
Ma davvero non riuscivo a staccare gli occhi da quella foto (a proposito il libro è molto bello e con un corredo fotografico da far venire l'acquolina in bocca!):
le gocce di cioccolato affiornati tra la morbidezza dell'impasto...

E poi io adoro il contrasto tra i dolci caldi e fondenti e l'accostamento con il gelato al fiordilatte.

E così Marabout fu!

La copertina riporta un timbro di garanzia che dice: testé 3 fois...Pare superfluo dirlo, eravamo in sette e non n'è rimasto niente ad eccezione della pirofila sporca:)



Pudding au chocolat
Pour 6 personnes

Preparation 10 minutes * Cuisson 40 minutes

150 gr di farina addizionata con il lievito
1/2 cucchiaino da caffè di bicarbonato di sodio
50 gr di cacao in polvere
275 gr di zucchero cassonade
80 gr di burro fuso
120 gr di panna fresca
1 uovo leggermente sbattuto
500 ml di acqua bollente
Gelato alla vaniglia per accompagnare

* Pre riscaldate il forno a 180°. Imburrate uno stampo da torta rotondo. Io ho usato una pirofila di Pirex ovale.

* Setacciate in un recipiente la farina, il bicarbonato di sodio, la metà del cacao e 130 gr di cassonade. Incorporate progressivamente il burro, la panna e l'uovo mescolando regolarmente.

* Versate l'impasto nella teglia, spolverizzate con il resto del cacao e dello zucchero poi versate delicatamente l'acqua bollente. Infornate e lasciate cuocere 40 minuti.
Lascaite riposare 5 minuti a temperatura ambiente prima di servirlo accompagnandolo con del gelato alla vaniglia.

venerdì 22 aprile 2011

Tea time con tartufi al caramello salato



Già venerdì, e anche l'ultima voce della lista è stata spulciata...
Com'è che avevo scritto un bel po'di tempo fa? "Concessione finanziamento e avvio lavori", ci mettiamo accanto una bella x e poi lo diciamo forte FATTO!!
Mi sono un po'sbagliata sui tempi purtroppo, la nostra Cioccolateria Lorenzo aprirà le sue porte d'estate e non in primavera come speravamo, ma va bè...
Che strana coincidenza, però, lo scorso anno quando cominciai a scrivere a tempo perso su questo blog era estate, e allora erano queste pagine virtuali la casa del cioccolato che sarebbe venuto.
Ora quel locale all'ombra dei Ficus di Piazza Marina aspetta di riempirsi da un giorno all'altro di profumi di dolci e cioccolato, vocìo di persone che chiacchierano tra tazze fumanti di caffè e thè, risolini di bambini con i musetti sporchi di zucchero a velo.

E poi ancora per dire dell'alchimie che tornano, incontro per caso sotto casa una vecchia amica, una di quelle amiche che entrano nella tua vita per caso e con cui condividi un rapporto speciale, ma che poi la vita allontana senza un perché, solo perché i percorsi che un giorno ci hanno avvicinato poi ci portano lontani: esperienze di lavoro, altre città in cui si va a vivere.
Comunque riusciamo a trovare il tempo per un thè e due chiacchiare, e così scopro che l'amica con cui avevo diviso pomeriggi a base di Torte Savoia, Sette Veli e affini oggi è Maitre Choacolatier...
Insomma il destino non la smette mai di prendersi gioco di noi e di offrirci nuove occasioni per giocare ancora, noi ovviamente abbiamo già deciso che in futuro pasticceremo insieme. Quando tornerà da Roma, già perché mi sono dimenticata di dirvi che per tre mesi abbiamo vissuto nella stessa strada senza mai esserci incontrate e che la prossima settimana lei tornerà a Roma...

Intanto in ricordo dei vecchi tempi e in gloria dei nuovi io mi ero divertita a prepararle un thè dei nostri, con tanto di pasticcini al cioccolato.
Immaginando poi il gusto che troverò nell'apparecchiare il tavolo dei miei futuri ospiti ho tirato fuori tazze, teiere, fiori, sveglie, svariate bustine di thè, tovagliette, tovaglioli, cucchiani, vassoi e chi più ne ha metta!





E così ho anche trovato l'occasione giusta per partecipare al contest del gattoghiotto Mise en Place, davvero bello...



giovedì 14 aprile 2011

Biscotti al burro


Ieri è stata manco a farlo apposta la giornata dedicata al burro...
Complici i miei biscotti preferiti e un filom delizioso di cui il burro è un po'il dolce filo conduttore: parlo di Julie & Julia che parlando di cucina francese non poteva non costruire buona parte del discorso culinario proprio attorno a questo ingrediente.

Io, ma forse è un po'superfluo dirlo, adoro il burro
La morbida consistenza che regala alle torte
La fragranza delle frolle che si sciolgono in bocca non appena hai rotto il guscio croccante
Il profumo carico e pungente che si sprigiona per la casa quando al forno ci sono i biscotti

Lo so torno sempre a dire le stesse cose e a parlare sempre di odori e consistenze, ma spero mi perdonerete!

E comunque ieri era un pomeriggio di pioggerella sottile dopo tanti giorni di primavera inoltrata. E quindi non solo non era il tempo giusto per una passeggiata in villa con il mio bimbo ma per di più questo, la mattina, aveva fatto un bel volo con conseguente bernoccolo nero al centro della fronte. Così ho pensato che una merenda a base di biscotti fatti in casa potesse essere una consolazione per tutti e due!




Questi biscotti infatti sono ottimi sia per la merenda dei piccoli, semplici e fragranti, che per un thé per le mamme.
Essendo una frolla semplicissima si presta a svariate interpretazioni: io ieri ne ho preparati un po'farciti di Nutella e degli altri con scaglie di cioccolato fondente.



Le foto le ho scattate ieri, con luce artificiale e senza sole, ma era la nostra merenda è andava fermata così:)

Ingredienti per circa 40 biscotti
400 gr farina 00
125 gr zucchero a velo
200 gr burro
1 uovo + 2 tuorli
una presa di sale

Nell'impastatrice mescolate lo zucchero il burro tagliato a tocchetti poi aggiungete uno per volta le uova e infine la farina con il sale. Fate attenzione di non mescolare gli ingerdienti troppo a lungo, è importante infatti che l'impasto non si riscaldi eccessivamente. Quando l'impasto sarà pronto mettete in un contenitore a chiusura ermetica e lasciate riposare in frigorifero almeno un'ora. Poi stendete la pasta con il mattarello (la frolla non va mai lavorata troppo con le mani altrimenti la riscaldate)assicurandovi di darle un certo spessore e poi...Come detto sopra sbizzaritevi con la fantasia!
Infornate a 180° per un quarto d'ora, a forno statico sopra e sotto.
Anche se quando tirate fuori la teglia i biscotti vi sembrearanno ancora crudi, in realtà sono già cotti e non hanno bisogno di ulteriore cottura.



Ps
Di Julie & Julia torneremo a parlare ancora, perché l'ho già visto due volte e credo lo vedrò ancora, ti lascia proprio addosso la "gioia di cucinare"...
E poi mi ricorda un altro Project, il mio!

martedì 29 marzo 2011

Gratin mon amour (Apple crumble)

Ho sempre avuto la passione per le croste che il calore del forno regala a certi cibi, patate e sformati, biscotti e crostate.
Raschiare il fondo di una teglia con la forchetta per raccogliere le ultime tracce croccanti ancora attaccate.

E devo ammettere anche che prima di assaggiarlo, lo scorso capodanno ad una festa, avevo sempre snobbato l'Apple Crumble. Chissà perché, mi chiedo stupita ora.
La confortante morbidezza dei pezzetti di mela morbidi e ancora tiepidi.
Il profumo della cannella. La fragrante croccantezza del crumble e il retrogusto dolce del burro.





Mi ricordo di essermi divertita molto nel vedere come la pirofila di crumble di Marta subisse i continui assalti dei festaioli. Nel giro di pochi minuti erano rimaste solo briciole e qualche tocchetto di mela qua e là mentre la torta con mousse al pistacchio e ricotta, creazione di una delle più rinomate pasticcerie palermitane, rimaneva quasi intera, perfetta successione di strati colorati.

E dire che il crumble è uno di quei dolci perfino non troppo belli, soprattutto se preparato in un'unica teglia e poi sporzionato, si rischia di servire ai propri ospiti una poltiglia non troppo invitante!
Per fortuna però perché non si debba per forza aspettare la fine perché si pronunci il fatidico: "Brutto ma buono!" si può sempre preparare in graziose terrine monoporzione cosicché anche l'occhio sia deliziato da cosi tanta bontà!






Ingredienti

6 mele
120 gr di farina
80 gr di burro
80 gr di zucchero
cannella

Sbucciate le mele e tagliatele a tocchetti non troppo grossi. Bagnate con poco succo di limone perché non anneriscano, spolverate di cannella e aggiungete un cucchiaio di zucchero (o più se le mele non sono particolarmente dolci).
Preparate il crumble lavorando con le dite il burro ammorbidito e tagliato a pezzetti, la farina e lo zucchero. Sfiocchettate gli ingredienti (cioè lavorateli finche non diventano delle briciole). Poi versateli sul composto di mele e spolverate con altra cannella.
Mettete in forno a 180° per un'ora circa. E se volete un risultato ancora più croccante fate gratinare cinque minuti sotto il grill.

Quando ho preparato il crumble di mele l'ultima volta avevo, manco a dirlo, voglia di cioccolato! Così ho spezzettato insieme alle mele anche del cioccolato fondente a pezzetti. Il connubio mele, cioccolato e cannella, vi lascio immaginare, non era niente male...Ma io che di cioccolato nonostante tutto sono dipendente, vi dico che il crumble senza cioccolato è mooolto più buono. Semplice e perfetto.

martedì 15 marzo 2011

Il tempo, la cucina e una Sacher semplice e veloce

Appropriarsi del piacere di sentire tra le proprie mani gli ingredienti: farina e uova che scivolano fredde tra le dita, l'impasto appiccicoso reso fluido da una goccia d'olio, un panetto da lavorare per venti minuti, finche non diventi liscio e omogeneo, nell'aspetto e nella consistenza.

E poi la fatica di tirare la sfoglia. Anche con la macchinetta.
Perché la manovella richiede comunque una certa forza, come il mattarello.



Eppure il lungo pomeriggio trascorso in cucina sabato scorso mi trascina in un tempo senza tempo, fatto di pensieri e di silenzio, di antiche preparazioni, di un tempo in cui il tempo aveva un valore diverso, non correva via e basta, era pieno, vissuto.
Mi tornano in mente i racconti di mia madre, di quando bambina vedeva sua mamma e le zie impegnate nella preparazione di lunghi e laborioso pranzi.
Mi accorgo sempre più di come in cucina si vada in controdenza rispetto ai trend comuni e quotidiani in cui si corre, si va veloce, si cerca di arrivare in anticipo.

In cucina la parola d'ordine è lentezza. E' calma. E' tempo a disposizione.
Quelle tre ore piene dedicate alla preparazione delle taglietelle per il pranzo del giorno dopo.



E poi il sugo di carne messo a preparare la sera prima, due ore di cottura, poi una notte di riposo e poi ancora altre due ore quasi di cottura la mattina seguente.
Il tempo è l'ingrediente più importante per ogni cibo che prepariamo.
Me lo dimostra la torta che ha chiuso il mio pranzo di domenica.

Una Sacher. Ma non "la Sacher". Sbirciando tra le ricette di un blog che amo particolarmente (quello di Juls) ho trovato la ricetta per questa Sacher semplice e veloce. Premetto che è molto buona, ma...

Ma mancava della Sacher tradizionale (sempre che di tradizione possa parlarsi visto che, a quanto si dice, la ricetta originale è ancora avvolta da un affascinanate mistero e non ho mai trovato una ricetta uguale ad un'altra!) con cui mi sono cimentata qualche mese fa, quell'insieme di laboriosa morbidezza, di fragrante dolcezza, un insieme di strati che si susseguono alternandosi e contrapponendo fra di loro rotondità di sapori e consistenze contrastanti.
E il tempo diventa indispensabile, a mio dire, nell'assemblaggio di tanta bontà.
Non a caso quasi tutte le versioni studiate in questi mesi si trovano daccordo nel suggerire di preparla il giorno prima per il giorno dopo, lasciando a tale sinfonia di sapori e odori il tempo necessario a fondersi e mescolarsi per bene.

Ora, non pensate che quanto detto prima sia in alcun modo una critica alla variante di Juls che, non solo è ottima, ma è anche un po' mia, dato che, manco a saperlo, la preparazione che lei da per la base è la versione al cioccolato della mia torta preferita: quella di yogurt, che, come vuole la tradizione iniziata in casa della nostra amica toscana, anche a me è stata passata un bel po' di anni fa da una delle mie migliori amiche.
In origine le dosi erano le stesse con il tempo, andando in cerca di ulteriore morbidezza le ho modificato un po'.

Vi posto la sua ricetta e la dedico a chi davanti ai tanti passaggi della Sacher ha desistito nel cimentarsi. E in particolare alla mia Manu.



Per la base

3 vasetti farina
2 v. zucchero
1 v. cacao
1 v. yogurt
1 v. olio di semi
3 uova
1 bustina di lievito vanigliato

Mescolate insieme tutti gli ingredienti, versate in una teglia da 24 cm di diametro e poi infornate a forno pre riscaldato a 180° per 35/40 minuti. Controllate sempre la cottura con uno stuzzicadenti.

Per la farcia

Confettura di albicocche
Brandy

Sciogliete sul fuoco tre quattro cucchiai di confettura(o anche di più se preferite uno strato alto e goloso!) di confettura e aggiungete un cucchiaio di brandy (io ne metto uno ogni due di confettura).
Quando la torta si sarà raffreddata tagliatela a metà e lasciate colare la marmellata su una delle due parti fino ai bordi.

Per la copertura

200 gr cioccolato fondente
200 ml di panna fresca

Preparate la ganache sciogliendo a bagnomaria il cioccolato fondente. Quando questo sarà fuso toglietelo dal fuoco e aggiungete la panna lasciatela una attimo sul cioccolato e poi mescolate con una frusta facendo dei movimenti dal centro verso l'esterno. Quando questa sarà liscia e omogenea potrete versarla sulla torta.

Variante...
Io ho versato un sottile strato di ganache anche sopra la farcitura di albicocche. Poi ho chiuso la torta con l'altra metà e ho ricoperto con la restante ganache. Ho recuperato questo passaggio dalla ricetta sperimentata poco tempo fa, è uno di quei susseguirsi di strati di cui vi parlavo....

martedì 8 marzo 2011

Una donna, una mamma, una torta



Oggi martedì grasso e, casualmente, anche festa della donna.
Una mia amica mi racconta che quest'anno hanno impazzato le feste a tema "mignotte" o anche meno volgarmente "escort". Ne ridiamo insieme, sappiamo che per entrambe è assurdo ma non ne parliamo più di tanto, del resto qualsiasi cosa detta sull'argomento in questi giorni, non so perché ma finisce sempre col risultare vagamente moralista o giù di lì, perché non fosse così bisognerebbe essere dotati di una pungente, sottile ironia...

Però stà festa della donna mi rimane in testa, anche se non ho l'abitudine di festeggiare, anche se qui come in tutte le cose ci stanno un mare di storpiature ed ipocrisie.

Eppure conosco molte donne che meriterebbero di essere celebrate: c'è chi ogni giorno si confronta e scontra con l'inevitabile decadimento dell'età, e soffre a vedere la propria madre invecchiare, perdere lucidità, lasciare andare via piccoli pezzetti di vita.

C'è chi alla vita da nuovo corso, una neo mamma d'inverno con la sua bambina, e una quasi mamma di primavera che ancora aspetta il suo bambino.
C'è chi, a poco più di trent'anni, ha deciso di dare del filo da torcere al cancro.
Chi, per amore è andata via, lasciando la propria città, gli amici, ricominciando da zero. Chi vive lontano. Chi è tornata. Chi fa fronte a un tradimento o ad una separazione. Chi fa l'Attrice e chi vince premi importanti. Chi fa la regista e chi si vede al cinema. Prima ride e poi piange.

Ci sono anch'io, nei quasi due anni di mamma, in cui a fatica ho saputo riconquistarmi alcuni spazi di donna.
A fatica perché spesso non si tratta solamente di trovare il tempo o la concentrazione ma anche di saper affrontare la separazione.
Per fortuna (purtroppo) nessun lavoro in questi due anni. E così Lorenzo è cresciuto insieme a me, oggi lo vedo piccolo ometto che mi corre intorno e mi ruba la cioccolata dal tavolo, che chiacchiera utilizzando frasi elaborate e verbi irregolari coniugati come i regolari.



E nel frattempo tra pappe e pannolini ho trovato il tempo per pensare ad un nuovo lavoro a costruire un progetto che fosse per tutta la mia famiglia: per me, per Enzo, un giorno anche per Lorenzo. E adesso che questo progetto è così vicino che quasi posso toccarlo, la paura mi assale spesso perché quella separazione solo ogni tanto accennata in questi due anni arriverà e sarà reale, concreta, sarò anche io una mamma lavoratrice. E così mi godo questi giorni pieni di Lorenzo, cercando di cacciare indietro i nodi alla gola quando si presentano.



Per questo oggi mi sono regalata una torta. E non una torta qualsiasi ma quella che ha fatto si che iniziasse tutto questo. Quella torta mangiata a Parigi, qualche anno fa, e poi cercata e rifatta a casa. E' solo qualcosa di simile all'originale ma conserva di quel viaggio il sapore della scoperta di un posto nuovo, poetico, che mi ha aperto gli occhi su cose nuove, diverse che volevo e cose vecchie che non volevo più.
Oggi quella vita desiderata posso toccarla. Ha gli occhi grandi del mio bambino e il profumo di cioccolato di una torta appena sfornata.

Di cui però non vi darò la ricetta perché è un segreto quello che sta dentro alla Torta di Lorenzo e credetemi non sono solo gli ingredienti a farla così buona.