lunedì 15 settembre 2014

Pirati candeline e cioccolato

5 anni. Puoi chiudere gli occhi e volare. Raggiungere un'isola lontana così lontana che solo i sognatori possono arrivarci. Coloro che senza chiudere gli occhi riescono a vedere velieri ondeggianti tra la schiuma del mare e bandiere nere che sventolano teschi nel cielo. Accampamenti d'indiani e scie luminose nel buio. Mentre vibra nelle orecchie un trillo melodioso.
Si può crescere senza per forza dimenticarsi di essere stati bambini. 
Buon compleanno amore mio. 





Torta di compleanno di Lorenzo (torta kit kat con smarties)

Ingredienti per una torta da 24 cm di diametro

Base 

2 vasetti da yogurt di farina
1 vasetto di cacao amaro in polvere
2 vasetti di zucchero
1 vasetto di olio di semi
1 vasetto di yogurt intero
1/3 di vasetto di latte
1 bustina di lievito
3 uova

Mescolare schiumare con una frusta le uova con lo zucchero, aggiungere lo yogurt e poi il latte. Infine farina cacao e lievito setacciati insieme. Per ultimo l'olio. Infornare a forno preriscaldato a 170 gradi per circa 30 minuti. 

Lasciate raffreddare quindi tagliate a metà bagnate con del latte tiepido e poi farcite. 

Farcia

300 gr di panna fresca da montare
400 gr di nutella
Montare la panna. Questa non dovrà essere troppo soda altrimenti la mousse risulterà eccessivamente grassa. Sciogliere la nutella e quando sarà tiepida aggiungerla alla panna con movimenti delicati dal basso verso l'alto. Farcite la torta e ricopritela. A questo punto posizionate i bastoncini di kit kat lungo i bordi della torta e poi ricoprite la superficie di smarties colorati. I bambini rimarranno a bocca aperta.Lasciatela in frigo per qualche ora prima di servirla.

 

Con questa ricetta partecipo al contest de la cucina di Alice.
http://lacucinadialice.blogspot.it/2014/08/il-2-contestil-compleanno-dei-bambini.html?m=1



sabato 2 agosto 2014

Avventura brunch!


L'estate che fatica! Il caldo sfianca e il lavoro arranca! L'inverno avvolge e protegge nel caldo soffice della lana e dei fumi di un te profumato mentre fuori la pioggia scrosciante bagna le strade e riga i vetri appannati. L'inverno invita al riparo e la nostra Cioccolateria sin dai suoi primi giorni si è prestata bene a coccolare chi ha voluto ripararsi presso di noi. L'estate è un continuo reinventarsi. Inventarsi un'oasi al fresco in cui ripararsi dal torrido caldo  siciliano, inventarsi dolci coccole che soddisfino il palato di chi non sa rinunciare al dolce ma tuttavia cerca freschezza e leggerezza. Ed è in questo spazio di incertezza e voglia di sperimentare che Cioccolateria Lorenzo si veste d'estate, di frutta, di gelati, di cioccolato freddo, di tavolini all'aperto, di piante aromatiche, di canneti ombreggianti e di brunch! Eh si perché se il te del pomeriggio e la colazione del mattino facevano del nostro locale il posto ideale per trascorrere in dolcezza alcune ore bisognava inventarsi un momento d'incontro ideale anche per la bella stagione!E così pensando alla voglia di lentezza che spesso accompagna le giornate d'estate ci siamo detti che si, forse poteva essere piacevole prolungare un po' la colazione o anticipare il pranzo e prendersi un po' di tempo per assaporare una proposta un po' insolita per la nostra Cioccolateria, dolce quanto basta e con quel pizzico di sale che nella vita e soprattutto in vacanza non guasta mai! :))







domenica 26 gennaio 2014

Sunday morning

E buongiorno sia! Se ti svegli e come per magia ha smesso di piovere e il tuo bimbo morbido non ha più febbre e ti regala il risveglio più dolce al mondo fatto di coccole e baci umidi. Se basta uno shampoo a cancellare una settimana di influenze (mia e del pupo)  e restituirti le fattezze di una donna. Che c'è gusto perfino ad indossare per casa quel maglione scovato coi saldi! E con lentezza e calma assorbire i colpi di un rientro a lavoro, nei giorni scorsi, tutt'altro che soft. Buona domenica, zuppa calda, tavolo nuovo, sole di gennaio, cielo limpido e aria gelata.

giovedì 16 gennaio 2014

Piccola pasticceria di casa

Dando uno sguardo rapido al blog mi rendo conto di come sia cambiata in questi due anni. Ho deciso di aprire cioccolateria Lorenzo non avendo idea di quello che questo avrebbe davvero significato. Era solo una possibilità, una delle tante per reinventarsi una vita. Eppure mi rendo conto solo adesso che non avevo affatto idea di quello che sarebbe stato. Semplicemente ero un'imprenditrice non del tutto consapevole, una mamma lavoratrice non del tutto consapevole, una"pasticcera" non del tutto consapevole... Non ero affatto consapevole neppure delle mille risorse che si possono tirare fuori strada facendo, della solidarietà ( femminile per lo più!) che ti tira fuori dai guai, di come messi davanti ad un'impresa più grande di noi si possa diventati bravi e tosti. Un giorno dovevo mettere 40 gr di fecola in una torta e invece misi 40 gr di lievito. Vedevo quell'ammassocioccolattoso gonfiarsi dentro il forno a dismisura fino a quando puff! Sgonfiato, all'improvviso! Non contenta dell'aspetto orribile provai perfino ad assaggiarla...beh vi basti sapere che 40 gr di lievito per una tortina da 20 cm di diametro sono davvero troppi per qualsiasi bocca umana  :)) guardavo le vecchie foto in questo blog e pensavo come questi due anni di silenzio fossero stati in qualche modo necessari. Per acquisire quella consapevolezza di cui mancavo completamente all'inizio. Le sfide sono meravigliose! E cioccolateria Lorenzo è la mia piccola sfida. Non so perché spesso le donne in crisi si confrontino con la cucina, mi vengono in mente julie e julia, mi ritrovo nei loro sconforti e nella loro passione, nella loro realizzazione. La strada è ancora lunga,
ancora tutta da tracciare in realtà, visto com'è fatta di idee e progetti ancora da realizzare...eppure mi sento di dire che la mia piccola "pasticceria di casa" ha aperto le  sue porte.                                  

 Praline al cioccolato bianco e pistacchi


Ingredienti:
Cioccolato bianco Ivoire Valrhona
Pistacchi siciliani

Occorrente:
Stampi per cioccolatini in policarbonato
Un termometro da cucina

Preparare delle praline a casa non è impossibile! Ed è possibile che oltre ad essere buone siano anche belle! Basta seguire poche regole e temperare il cioccolato nella giusta maniera. Infatti se temperato per bene il cioccolato non avrà solo la giusta consistenza (farà per intenderci quel rumoroso croc non appena lo spezzerete) ma avrà anche un aspetto liscio e un colore lucido e brillante. Per questi cioccolatini dovete sciogliere il cioccolato bianco a bagnomaria facendo attenzione che l'acqua non finisca nel cioccolato. Una volta che il cioccolato si sarà sciolto passate alla fase di temperaggio. A casa una tecnica piuttosto semplice da usare è quella del temperaggio a bagnomaria. Dovrete immergere la bacinella con il cioccolato fuso in un'altra bacinella con dell'acqua fredda. Mescolando continuamente controllate la temperatura con il termometro, per il cioccolato bianco questa dovrà raggiungere i 27,5 gradi circa. A quel punto colate negli stampi e mettete a cristallizzare in frigo. Saranno pronti dopo pochi minuti.

Riprendere un discorso mai interrotto

Eccomi qua. Un pomeriggio assolato di gennaio, una lenta pigrizia. Comincio a riappropriarmi del mio tempo adesso, dopo due anni di vita di Cioccolateria Lorenzo. Questi due anni sono stati pieni, intensi di emozioni, carichi di tensioni e stanchezza. Vivi. Come sono sono vivi i giorni pieni di cose da fare di visi da incontrare. Un'avventura cresciuta giorno dopo giorno, che di giorno in giorno si è riempita di nuove persone incontrate, molte mai più abbandonate e che non hanno abbandonato noi! E di tanti dolci preparati e assaggiati. Oggi ricomincio da qui dalla voglia di scrivere che non mi ha abbandonata mai in questi due anni. Ritorno al mio grande amore.

mercoledì 9 novembre 2011

Ciliegie d'autunno, la frutta di martorana



C'era una volta una bambina che non aveva paura della morte.
La morte aveva il volto benevolo di una pupa di zucchero
i colori audaci della frutta di martorana
il sapore dolce dei melagrani
la scioglievolezza della glassa dei taralli
la frenesia della ricerca dei doni nascosti in casa.

La festa dei morti arrivava ogni anno al volgere dell'autunno
in quel tempo in cui il clima impazzito non ci aveva portato via del tutto le stagioni di mezzo e i colori del passaggio erano ancora forti e distinti.
Giocavo a far scriocchiolare le foglie arancio danzanzo leggera con le mie nuove scarpe, rigorosamente ballerine-nere-di vernice.
Passavo la notte precedente l'arrivo della festa a giocare con mia sorella,
si poteva anche fare più tardi, il giorno dopo non c'era scuola.
Non si vedeva in giro per casa traccia di doni,
nessun cesto di dolci, andavo a letto senza che alcuna leggenda popolare
mi avesse terrorizzata, non aspettavo, con il cuore che batteva a mille, nessun morto dispettoso che venisse a solleticarmi i piedi.
Non credo che mia madre non conoscesse queste credenze forse, semplicemente, non le sembrava opportuno raccontarle a due bambine.
Eppure provo ad immaginare i brividi e l'ansia che avrei provato ad ogni scricchiolare di muro se le avessi conosciute...

Così la mattina arrivava senza che io avessi dovuto intonare orazioni
per l'anima dei cari estinti per convincerli della bontà del mio cuore e di quanto meritassi gli agognati doni. Dei doni, invece si faceva ricerca in tutta la casa, e ogni anno il nascondiglio era nuovo, altro che cercare nell'armadio come l'anno passato! Bambole e dolciumi, abiti nuovi e scarpette, era una gioia per i bimbi, i morti erano arrivati. Senza paura, beata incoscienza.





Frutta di martorana

Ingredienti

Kg 1 farina di mandorle
Kg 1 zucchero a velo
g 150 glucosio
g 110 acqua
n° 2-4 fiale di aroma mandorle
n° 1 bustina di vanillina
colori alimentari
alcool per alimenti
vernice alimentare a base di gommalacca alimentare

Miscelare in una scodella la farina di mandorle, lo zucchero a velo, il glucosio,
la vanillina e l’aroma di mandorle.
Versare l’acqua sulla miscela ottenuta e impastare per pochi minuti, dapprima
con un cucchiaio e poi con le mani. Non impastare per molto
tempo perché si otterrebbe un impasto oleoso e non più utilizzabile.
Passare le mani nell’amido per dolci e formare, con l’impasto ottenuto, delle
sfere di varia dimensione tenendo conto del tipo di stampo che si vuole utilizzare.
E’ importante, in questa fase, passare più volte le mani nell’amido per
ottenere delle sfere ben lisce e non appiccicose.
Spennellare la forma di gesso con l’amido (oppure rivestire la forma con una
pellicola trasparente per uso alimentare), inserire la sfera di pasta di mandorle
nello stampo, pressarla leggermente e quindi estrarla. Togliere con un pennello
le tracce di amido e lasciare riposare per un giorno prima di procedere alla
colorazione.
Per colorare la pasta di mandorle utilizzare i colori alimentari sciogliendoli in una soluzione al 50% di acqua e alcool per alimenti.(In mancanza di alcool si può utilizzare un liquore secco allo stato puro come Gin,Wodka, Whisky, Cognac).
Se si desidera lucidare la frutta di Martorana, dopo aver fatto asciugare i colori
per almeno un giorno, si può passare la vernice a base di gomma lacca, usando un pennello asciutto.



Tradizione vuole che la frutta di martorana venisse preparata dalle monache benedettine del monastero della chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio detta appunto "La Martorana". Si racconta che trovando gli alberi del giardino spogli dei propri frutti queste li avessero addobbati con i frutti a base di farina di mandorle, rendendo così il giardino accogliente e adorno di frutti colorati in occasione della vita del papa dell'epoca.
L'uso, invece, di preparare dolci a base di mandorle e zucchero è più antico e di derivazione araba.

lunedì 31 ottobre 2011

chocolate chip cookies di Maurizio Santin



Sono testarda
ma non sono un tipo paziente
Non mi piace avere torto
ma non sono presuntuosa
voglio fare bene
e voglio andare fino in fondo nelle cose che inizio.

L'altro pomeriggio ho buttato nella spazzatura una torta di mele.
Qualcosa non aveva funzionato, colpa del solito forno? Può darsi
Però che fastidio...
Non potevo restarmene con le mani in mano e così ci riprovo,
con un'altra ricetta però
che già di mele non avevo più voglia
ma di cioccolato e di un buon biscotto fragrante sì...

La ricetta l'ho trovata sul blog di Claudia, Mon Petit Bistrot, che è a mio avviso uno dei più affidabili della rete, non è la prima volta che provo le sue ricette e sono sempre di ottima riuscita. Di Maurizio Santin avevo già provato la torta Tenerella (uno di quei dolci d'estate di cui non ho scritto!), buona ma questi Cookies, lo sono molto di più!
Mi hanno improvvisamente portato indietro di quattro anni, ai miei giorni parigini, in cui questi deliziosi biscotti al burro li mangiavo a tutte le ore: in piena notte di ritorno da giri romantici o alla mattina inzuppati nel latte.

Li ho fatti in due riprese perché rispetto ai tempi di riposo dell'impasto indicati da Claudia io ho avuto bisogno di molto più tempo. Così una parte è andato in cottura poco dopo, l'altra il giorno seguente. Vi consiglio di optare per questa seconda soluzione e di lasciare la frolla a riposo in frigo una notte intera.

Quando li si morde, fragranti e morbidi allo stesso tempo grazie alla dolce rotondità del burro sprigionano un vago sentore di tostato, probabilmente dato dallo zucchero semolato che in cottura caramellizza un po'.





Ingredienti
Riporto la ricetta di Claudia

200 g di burro pomata
200 g di zucchero semolato
370 g di farina 00
250 g di cioccolato fondente
1uovo + 1 tuorlo
5 g di lievito in polvere
2 g di bicarbonato
1 pizzico di sale

Preriscaldare il forno a 180° C.
In una ciotola capiente lavorare con una spatola il burro pomata con lo zucchero e il pizzico si sale fino a ottenere una crema liscia ed omogenea. Aggiungere un uovo intero e un tuorlo e continuare a lavorare per amalgamare il tutto.
Aggiungere la farina setacciata, il lievito e il bicarbonato. Lavorare l’impasto per far assorbire tutta la farina; aggiungere il cioccolato tritato grossolanamente, o le gocce, e mescolare bene per avere una distribuzione regolare.
Coprire con la pellicola da cucina e lasciar riposare in frigorifero 30 minuti*.
Quando il composto sarà indurito, stendere su un piano di lavoro una striscia di pellicola e disporvi sopra metà della pasta ottenuta; modellare con le mani a forma di un lungo cilindro. Chiudere con la carta e, tenendo le estremità, far rotolare questa salsiccietta per avere un aspetto liscio e regolare. Annodare gli estremi e tagliare l’eccesso.
Quando i due cilindri di pasta saranno pronti basterà decidere se cuocerli entrambi o conservarne uno in freezer per utilizzarlo in seguito.
Volendo procedere alla cottura riporre nuovamente in frigorifero almeno 15 minuti: questo passaggio renderà la pasta facilmente porzionabile con il coltello e garantirà la friabilità dei biscotti.
Eliminare la pellicola e con un coltello affilato tagliare il cilindro in fette spesse circa 1,5 cm; disporle su una placca da forno foderata con l’apposita carta e cuocere per 12/15 minuti a 180° C, comunque fino a colorazione. Lasciar raffreddare a temperatura ambiente, preferibilmente su una grata, e conservare in un contenitore chiuso.

* Come vi dicevo 30 minuti di riposo non sono sufficienti per fare indurire il composto così come i 15 successivi. Io suggerisco almeno un paio d'ore di riposo prima di formare i cilindri e poi di lasciare questi in frigo almeno una notte prima di tagliare i biscotti.

venerdì 14 ottobre 2011

Panna cotta al cioccolato bianco con coulis di frutta

Mentre fuori piove
ed io contrasto il primo raffreddore dell'autunno
mi ritrovo tra le dita i post che non scritto durante l'estate.



Speravo non avrei avuto tempo perché troppo impegnata al lavoro in Cioccolateria Lorenzo
e invece...
Lorenzo è ormai pronta ma ferma a causa delle lentezze e dei ritardi burocratici!
Così non ho avuto troppa voglia né di sperimentare né di scrivere,
del resto questo blog era nato proprio con l'intento di essere il diario quotidiano
della mia avventura!

E però è proprio quando si sente perdere l'entusiasmo e le forze
che bisogna insistere :)
Per questo ho deciso di recuperare qualche post mai pubblicato dell'estate appena passata.

Le foto non sono un granché ma i dolcetti di cui sopra di una notevole bontà!
Cominciamo con questa panna cotta al cioccolato bianco con coulis di lamponi (io l'ho provata anche con coulis ai frutti di bosco)



Ingredienti

per la panna cotta
300 ml di panna
100 ml di latte intero fresco
90 gr di cioccolato bianco
4 fogli di gelatina (secondo me ne bastano 3)

per il coulis
150 gr di lamponi surgelati o frutti di bosco
20 gr di zucchero
1 limone verde


Prima di tutto
Immergete la gelatina in acqua fredda

Portate ad ebollizione il latte con la panna. Lontano dal fuoco unite il cioccolato bianco. Mescolate con la frusta finché il cioccolato non sia completamente fuso.
Unite la gelatina strizzata e mescolate bene.

Versate in bicchierini e fate rassodare in frigo per almeno 2 ore.

Cuocere i lamponi o i frutti di bosco con lo zucchero finché non assume la consistenza di una composta. Filtrare con un colino in modo da eliminare i semi.
Unire la scorza grattuggiata e dun cucchiaio di limone verde.

Quando la panna cotta si è rappresa, versateci sopra il coulis di lamponi e tenete da parte in frigo fino al momento di servire.

martedì 13 settembre 2011

Ricette di famiglia, il Tiramisù



Nonostante la mia vocazione alla pasticceria, e nonostante il talento culinario che le accomuna, le donne della mia famiglia non si sono mai impegante molto nella preparazione dei dolci...Se invece ripenso a quando mia nonna si dilettava ai fornelli: arancine, panelle e crocché, coniglio alla cacciatora, pasta al forno, caponata, pasta con le sarde, sarde a beccafico, zucca in agrodolce...Mmmm...

E però a ripensarci bene qualcosa di famiglia c'è anche tra i dolci, il Tiramisù, preparato con la ricetta trovata, credo qualcosa come vent'anni fa o giù di lì sulla confezione dei Savoiardi Vicenzi, e da allora gelosamente conservata da mia mamma, perché buona e perfettamente equilibrata da poter tranquillamente passare come uno di quei cimeli scritti su foglietti di carta ingialliti e tramandati negli anni da madre in figlia o da nonna a nipote.







E così complice una confezione di mascarpone da consumare, l'altro giorno ho preso la mia piccola agendina e ricopiato con cura la ricettina dal foglio volante di mia mamma. Da oggi è anche mia, da domani sarà anche di "Cioccolateria Lorenzo".

Ps Per quanto mi sforzi non riesco a ricordare un dolce preparato dalla nonna di cui sopra...Tranne che uno! Ma non vi anticipo nulla, ve lo posto nei prossimi giorni! :)

Tiramisù di mamma Elisa

Ingredienti
per 6/8 persone

400 gr di Savoiardi
400 gr di mascarpone
4 uova
100 gr di zucchero
caffè amaro q.b.
cacao amaro q.b.

Prima di tutto separare i tuorli dagli albumi e lavorare questi ultimi con lo zucchero fino ad ottenere una consistenza cremosa(io ho usato lo sbattitore elettrico per tutta la lavorazione che facilita e velocizza un bel po', mia mamma fa ancora tutto a mano usando il buon vecchio frustino!), quindi aggiungere il mascarpone sempre continuando a montare.
A parte montare a neve ferma ma non troppo gli albumi quindi amalgamare al composto di mascarpone mescolando dal basso verso l'alto con movimenti decisi ma delicati.

Quindi bagnare i Savoiardi nel caffè avendo cura di non inzzupparli eccessivamente (attenzione però che non risultino troppo asciutti, è una questione di equilibrio!).
Adagiarne uno strato e ricoprire di crema. Continuare alternando Savoiardi e crema.
Prima di servire spolverare con il cacao in polvere.

domenica 11 settembre 2011

Per un'amica, birthday angel cake



C'era un'età in cui l'estate durava tre mesi
e si riusciva ad annoiarsi perfino un po'...
Arrivava quando faceva la sua comparsa in tv la pubblicità del Cornetto
o quella della Coppa del Nonno "I feel good..." (Chi non la ricorda?)
e la prima puntata del Festivalbar
e finiva proprio quando dal palco dell'Arena di Verona Vittorio Salvetti
proclamava la canzone pèiù gettonata dell'estate...
Nel mezzo giornate di sole e mare
i compagni di scuola che si vedevano e sentivano a singhiozzi
il gelsomino al balcone dei nonni
gli amici del mare
che ritrovavi tutte le estati
i vecchi amori allontanati durante l'inverno
che rifiorivano sotto i raggi del sole.
Baci nascosti tra vecchie cabine di legno
fresche serate trascorse a guardare il cielo
aspettare una stella cadente
esprimere un desiderio
aspettare che si avveri
Le prime piogge che di solito annunciavano la fine delle vacanze
e il ritorno a scuola...La malinconia...





Questo post è dedicato alla mia amica di quelle estati lì
delle canzoni di Ligabue cantate sulla spiaggia
delle lacrime e dei sorrisi
Sono passati 15 anni, più o meno
e in mezzo le nostre vite.

Eppure festeggiare i suoi trent'anni
alla casa al mare, insieme alla sua famiglia
è stato un po' come fare un salto nel passato
o semplicemente scoprire che il tempo in certi casi non passa mai veramente.
Ed è bello che nella mia vita e nei miei progetti
ci sia spazio anche per lei e la sua famiglia
e che uno dei miei primi lavori sia stata la sua torta di compleanno.
Un onore e una gioia.

Ps Per la cronaca se il Festivalbar lo facessero ancora io quest'anno avrei eletto a canzone più gettonata dell'estate il Lorenzo Jovanotti de "il più grande spettacolo dopo il Big Bang" che cantare questa canzone con il mio cucciolo non ha prezzo...

Torta di compleanno di Vivi

per la base
Angel Cake di Luca Montersino

360 gr di albumi
200 gr di zucchero
5 gr di cremor tartaro
150 gr di farina
150 di zucchero
10 gr di amaretto (facoltativo)
2 gr di scorza di limone (facoltativo)
2 gr di sale
1 bacca di vaniglia

Montare a neve gli albumi (fate attenzione che questi devono essere ben spumosi ma non eccessivamente "fermi" altrimenti diventa difficile incorporarli) con i 200 gr di zucchero, nel frattempo setacciare insieme gli ingredienti secchi, aggiungerli poi agli albumi mescolando con movimenti decisi ma delicati dal basso verso l'alto. Cuocere in forno già caldo a 170° per 25 minuti. (Dosi per una teglia rotonda da circa 24 cm o stampo da angel cake da circa 21/22 cm)

Potete usare tutti gli aromi suggeriti dal maestro oppure scegliere, come me, di usare solo uno, io ho scelto la vaniglia che conferisce un profumo e una dolcezza a mio avviso unici.

Per la farcia
Crema leggera alla vaniglia

90 gr di zucchero
30 gr di farina di mais
30 gr di farina di riso
1 tuorlo d'uovo
500ml di latte intero fresco
1 bacca di vaniglia

Portare ad ebollizione il latte con la bacca di vaniglia (Luca Montersino suggerisce nel preparare la crema pasticcera, ma vale anche qui! di far bollire latte o panna con la bacca e mettere la polpa nei tuorli. Questo perché il latte cuocendo produce una pellicola nella quale rimarrebbero altrimenti i semi che andrebbero così persi una volta, appunto, rimossa tale pellicola.)
Sbattere il tuorlo con lo zucchero, la polpa di vaniglia e lo zucchero aggiungendo un po' del latte finché il composto non risulti bello spumoso. A questo punto aggiungere le farine e diluire a poco a poco con il latte. Anche per l'utilizzo delle due farine mi sono rifatta ai suggerimenti del maestro, che consiglia di usare la maizena per dare consistenza alla crema mentre la farina di riso per conferirle un aspetto vellutato.
Rimettere il composto sul fuoco e mescolare finché non si sia addensata.
Far raffreddare completamente prima di utilizzare.

Ganache al cioccolato Fondente

250 ml di panna fresca liquida
250 gr di cioccolato fondente

Portare la panna ad ebollizione nel frattempo spezzettare il cioccolato, versare poi la panna sul cioccolato aspettare qualche istante e poi mescolare con una frusta con movimenti dal centro verso l'esterno finché il composto non diventi liscio e lucido. Far raffreddare completamente prima di utilizzarla.

Per entrambe le creme consiglio di appoggiare un foglio di pellicola trasparente a contatto perché non si formi una pellicina in attesa che si raffreddino, la ganache va mescolata di tanto in tanto.

Per il montaggio

Tagliare la torta in tre strati. Farcire il primo con uno strato di ganache e ribes rossi freschi, appoggiare un secondo disco e farcire con uno strato di crema alla vaniglia e mirtilli neri freschi. Ricoprire con l'ultimo disco. A vostra scelta potete ricoprire la superficie del dolce con del semplice zucchero a velo o con uno strato sottile di ganache o glassa la cioccolato.



Con questo post partecipo al contest di Sara "Tu vuo fa l'Americano"...Per ovvie ragioni! La prima riguarda la mia predilezione per l'Angel Cake: Adoro questa sofficissima torta americana. Io che non amo affatto il Pan di Spegna che trovo sempre troppo asciutto e compatto, ne ho trovato un ottimo sostituto in questa preparazione, talmente da morbida da non necessitare di eesere bagnata prima di essere farcita.
La seconda ragione ha a che vedere con la decorazione in pasta di zucchero. Adoro le wedding cake di tradizione anglosassone, le coperture di zucchero e glassa, gli splendidi fiori. Oggi la moda del cake design è sempre più diffusa anche in Italia e i dolci, secondo me, soprattutto quelli nuziali, ci stanno guadagnando un bel po'in stile e classe...Io lo dico sempre alle mie amiche: sposatevi che non vedo l'ora di preparare una wedding cake con le mie mani!

Ps con tutto il rispetto per la pasticceria francese, che adoro, ma ho trentadue anni e ho perso il conto delle Saint Honoré che ho mangiato ai matrimoni...

martedì 26 luglio 2011

Nuvole d'acqua di colonia (Nuvole rosa la torta orsetto di Beatrice)



Un bagnetto
nuvole di sapone profumato

Un bimbo che sceglie da solo cosa mettersi (vuole la maglietta di Superman)
L'acqua di Parma di papà sui capelli
...Nuvole d'acqua di colonia
l'aria mi bacia e sogna...
canta la voce di Capossela

Una nuvola rosa su cui un orsetto si è addormentato
tra mille stelle e soffici nastri
una prova con cui confrontarmi, la torta di Beatrice,
piccole grandi imperfezioni
piccole grandi soddisfazioni.



giovedì 21 luglio 2011

Un pomeriggio d'estate



Un pomeriggio d'estate passato alla finestra
a vedere la girandola girare
e la tenda svolazzare

Il venticello fresco arrivato a portar via il caldo di ieri
Un bimbo che si sveglia piengendo e si consola tra le tue braccia

Il primo pomeriggio passato senza pannolino
e nemmeno una goccia di pipì a terra
la fa due volte nel vasino, in piedi come i grandi

Merita un premio
vuole toccare l'acqua raccolta nel sottovaso "l'acqua delle piante!"
è un maschietto adora sporcarsi
glielo concedo, è stato bravo.

Puliremo poi.







martedì 19 luglio 2011

Quel fresco profumo di libertà

Oggi non è tempo di ricette.
Oggi è il giorno della memoria.

Diciannove anni fa era soltanto una domenica pomeriggio d'estate lenta e sonnacchiosa come lo sono le domenica siciliane. C'è un torpore che a noi siciliani ci pervade sempre figuratevi a luglio quando il sole brucia anche alle otto di sera, e al pranzo serio della domenica non ci si rinuncia nemmeno se il termotreto segna + trenta.

Io avevo tredici anni il 19 luglio 1992 e già avevo vissuto la mia buona dose di delitti di mafia, morti sparati in mezzo alle strade. Ricordo i titoli del giornale L'Ora, mio nonno che tutte le mattine andava a comprarlo, fino a quando lo pubblicarono, poi dovette cedere, volente o nolente alla cronaca del Giornale di Sicilia. Avevo già vissuto la strage di Capaci.

Ma la strage di via D'Amelio, la fine brutale del giudice Borsellino e dei suoi agenti, fu un'altra cosa. Fu uno squarcio della carne, del cuore, della mia anima di palermitana che credeva nella giustizia.

Ricordo l'edizione straordinaria del telegiornale, i primi tg non dicevano che il giudice fosse morto, non so perché. Io e la mia famiglia eravamo fuori Palermo da una zia, rientrammo subito, in macchina per tutto il viaggio solo silenzio, ognuno perso nei propri pensieri. Io pregavo, anche se sapevo che era morto, pregavo che non lo avessero ucciso. Che non avessero ucciso l'ultima speranza che credevo avesse Palermo, l'ultimo soffio di libertà e giustizia.

E invece Palermo era stata sventrata, via D'Amelio era tale e quale alle immagini di guerra che arrivavano da paesi lontani: fumo nero, un braccio gettato sull'asfalto, un pezzo di carne bruciata che fino a poco tempo prima era una vita, erano fiati, erano sorrisi, era paura, era amore. Amore per Paolo, amore per la giustizia.

Con Paolo Borsellino non ci uccisero la speranza.
La mia rabbia negli anni crebbe nei confronti della Mafia, e dell'indifferenza nei confronti della Mafia, e del malcostume in maniera proporzionale alla paura che avevo quel 19 luglio e i giorni che vennero dopo.

Ricordo il rumore sordo degli elicotteri, giorno e notte, il silenzio immobile della città inghiottita dall'afa, i militari per strada in una città che sembrava in assetto di guerra, le zone rimozione sparse per la città sotto le case dei magistrati a rischio. L'impegno dello Stato per controstare la Mafia e i suoi attacchi. Dopo Falcone e Borsellino, dopo le loro morti.

Quell'impegno durò qualche anno. Oggi di Mafia non si sente parlare quasi più in città, piuttosto di delinquenza, di malcostume, di gente che non rispetta le regole. Come se anche questo non fosse Mafia.

Oggi mi ricordo di Paolo, oggi che sto compiendo una mia sfida personale, per non lasciare Palermo, per rimanere e farlo nel rispetto delle regole. Come me altri giovani imprenditori, tante associazioni che ogni giorno portano avanti la loro personale battaglia. Cerchiamo di non scendere a compromessi, perseveriamo in questo per non diventare servi di nessuno, per poter respirare fino in fondo "Quel fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale".Grazie Paolo.

martedì 5 luglio 2011

cioccolato, arance e fantasia!





Ovvero come ripensare a quello sformatino di cioccolato amaro con salsa all'arancia gustato dal commissario Montalbano (mon amour) nel Ladro di Merendine...
Il pallino di partecipare al contest di Claudia ce l'ho avuto dal primo momento, così come l'idea di riprodurre proprio quella ricetta lì.
Non vi nego che stavo per mollare, primo perché non avevo alcuna ricetta da cui partire e poi perché il caos con cui mi sono trovata a convivere nel mese passato mi ha tenuta lontana dal blog e dal contest di Claudia, anche se non proprio dalla cucina...
E così complice il caldo, mi è venuta l'idea giusta per quel famoso sformatino e per l'ingrediente segreto che avrebbe dovuto renderlo unico...

Ma andiamo con ordine...

Ingredienti

Per lo sciroppo
170 gr di zucchero
80 gr di acqua

Per lo sformatino
400 gr di panna montata
160 gr di tuorli
90 gr di cioccolato fondente al 60%

Per il coulis di arance
il succo di 1 arancia
1 cucchiaio di zucchero di canna
amido

Ingrediente segreto
.....


In una casseruola fate sciogliere lo zucchero con l'acqua. Mettete sul fuoco e portate ad ebollizione.
Togliete dalla fiamma e lasciate raffreddare coperto da un panno umido in modo da non fare cristallizzare il composto.

Versate lo sciroppo sui tuorli in una casseruola e fate cuocere a bagnomaria mescolando continuamente con una frusta fino a formare una crema.
Unite il cioccolato fondente precedentemente spezzato e fatelo ben sciogliere.
Togliete dal fuoco e quando il composto sarà quasi freddo amalgamatevi la panna montata; successivamente versate il composto in uno stampo rivestito di pellicola trasparente.

A questo punto aggiungete l'ingrediente segreto: lasciate riposare in freezer per 4-5ore. Si, perché il mio sformatino è un parfait, o meglio il parfait al cioccolato di Carlo Pozza, uno dei membri dell'Accademia maestri pasticceri italiani. Tutti i mesi, grazie ad un rubrica della Cucina del Corriere, ho la possibilità di conoscere uno diverso di questi maestri e molte delle loro creazioni.
Il Ladro di Merendine è così affascinante nelle atmosfere arabe di cui riecheggia, che a me, palermitana con gli arabi nel sangue e negli occhi non poteva che ispirarmi alla ricerca di un ingrediente che avesse quell'origine. Prima pensavo avrei potuto aggiungere delle spezie, ma poi, complice il profumo pungente di un mazzetto di gelsomini raccolto per strada, mi sono ricordata che si deve proprio agli arabi l'origine del gelato, quando in tempi lontani preparavano i loro sherbet utilizzando la neve dell'Etna, allora, in quei tempi in cui la Sicilia era pervasa dal loro sapere e fervore culturale, artistico e culinario erano soprattutto a base di agrumi ma anche di gelsomino!



Il maestro suggeriva di guarnire il dolce con scaglie di cioccolato e lamponi io sono rimasta fedele alla versione Camilleriana e alla lontana origine degli sherbet arabi e così ho preparato un coulis di arance bionde, succose e profumatissime, comprate la scorsa settimana al gruppo di acquisto bio sotto casa mia. Basta mettere sul fuoco il succo di arancia con lo zucchero e lasciare cuocere per un quarto d'ora poi si aggiunge poco per volta l'amido tanto quanto basta a trovare la consistenza giusta. Morbido e vellutato, non troppo liquido.




E ora Claudia, non lo invitiamo a cena il Commissario?