martedì 1 marzo 2011

Io, Julia Child e la Reine de Saba, una pasticciata domenica mattina

Ogni volta mi riprometto sempre la stessa cosa: "Sarò ordinata..."
E poi invece le pile di ciotole, i fumi di farina, le scolature di cioccolato, i gusci delle uova, le decine di cucchiai e spatole, frustini e colini mi sommergono...
Il mio disordine rassicurante e familiare...

Domenica mattina me ne stavo lì tra le mille stoviglie impiegate per preparare la torta di compleanno di Enzo, mio marito, mentre Lori mi faceva compagnia, seduto nel suo seggiolone, pasticciando con la fantasia una sua torta mentre mescolava un impasto che non c'era con una spatolina di silicone rosso, che di tanto intanto gli rubavo, lavavo, utilizzavo poi lavavo ancora e infine gli restituivo.

Un foglietto volante scritto a china nera, intanto s'impiastricciava sempre più mano a mano che si susseguivano gli elaborati passaggi di una ricetta che era davvero una sfida: fosse solo perché si trattava della mia prima volta con Julia Child.

E la sua Reine de Saba.




Ora a mente un po' più lucida credo che la cosa più difficile da fare sia stata proprio tenere a bada l'ansia di fare bene, non so come quando sai che ci sarà qualcuno dopo a dirti come è andata... Non Julia certo, ma me stessa, il giudice più duro con cui mi confronto ogni volta che cucino qualcosa.
Forse perché la mia è davvero una sfida tosta, io, il marketing e gli uffici stampa, e poi dinuovo io, e una cioccolateria. Che c'entra? Mi viene spesso da pensare. Andrà davvero bene o è solo una follia pensare che un'autodidatta della cucina riesca da sola (o con qualche aiuto, anche quello per il momento abbastanza autodidatta ma fra un po' forse un po' meno...:) riesca da sola, dicevo, ad avviare una dolceria?
E così la sfida con Julia mi sembrava quasi una carta dei Tarocchi da decifrare...
E la risposta dell'indovina è stata: che la strada è piena di viuzze che s'intersecano e che è all'imbocco di ognuna di quelle che bisogna stare molto attenti. Ma poi finalmente si arriva, il percorso è lungo e pieno di passaggi ma una volta che si conosce la strada tutto diventa più facile...
Che tradotto in altri termini significa che la Reine de Saba è un dolce complessivamente complicato, fatto di tanti passaggi che portano finalmente al forno e ad una cottura anche quella tutt'altro che semplice e ad una glassa buona ma bella tosta pure quella...

E dire che sarebbe bastato guardare tra queste pagine quella mattina, qui dove mai nessuno prima aveva parlato di Julia Child per trovare le risposte ai miei dubbi sulla preparazione della Reine, si era appena aggiunta, infatti, una nuova amica (Dada de le Ricette dell'Amore Vero)che nel suo blog ne dice abbastanza e con la quale credo che nei prossimi giorni farò una bella chiacchierata a proposito, così da fugare ogni altro piccolo dubbio rimasto!

Ingredienti

120 gr Cioccolato Fondente
2 Cucchiai di Rum o Caffè
120 gr Burro Ammorbidito
160 gr Zucchero + 1 Cucchiaio
3 Uova
1 Pizzico di Sale
80 gr Farina di Mandorle
1/4 Cucchiaino di Essenza di Mandorla
120 gr Farina
Mandorle a Scaglie

Per la Glassa

60 gr Cioccolato Fondente
2 Cucchiai di Rum o Caffè
5/6 Cucchiai di Burro

-Riscaldare il forno a 180°.
-Imburrare e infarinare uno stampo a cerniera da 20 cm di diametro.
-Mentre sciogliete a bagnomaria il cioccolato e il Rum/Caffè preparate gli altri ingredienti.
-Montare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa.
A questo punto vi do un suggerimento: usando da subito il frustino elettrico l'impasto rischia di schizzare dappertutto, io lavoro per qualche minuto gli ingredienti a pomata con una forchetta e quando questi sono abbastanza lisci li lavoro con il frustino.
-Dividere i tuorli dagli albumi, sbattere i tuorli e incorporarli poco per volta al burro e zucchero continuando a montare.
-A parte montare a neve le chiare d'uovo con il sale e quando sono ben sode cospargere con un cucchiaio di zucchero per stabilizzarle continuando comunque a montare.
-Con una spatola incorporare il cioccolato fuso al composto di burro e aggiungere gradualmente la farina di mandorle e l'essenza.
Incorporare 1/4 delle chiare montate molto delicatamente mescolando dal basso verso l'alto, poi procedere ad incorporare una parte della farina e continuare alternativamente con i due ingredienti finche questi non si saranno esauriti.
-Versare il composto nella tortiera e livellare con una spatola.
-Cuocere in forno per 25 minuti.
E qui un altro consiglio dato che è stato uno dei passaggi più astrusi...Controllate la cottura con uno stuzzicadenti mettendelo tra i bordi della torta e la teglia deve risultarne pulito, al centro invece deve uscirne ancora umido. Non lasciatevi ingannare dalla sensazione che la torta non sia cotta, la sua particolarità sta nel fatto che al centro deve restare morbida. Inoltre quando si sarà raffreddata la torta risulterà un po' più asciutta che subito dopo averla uscita dal forno.
-Lasciate la torta ad intipedire per 10 minuti nella tortiera, poi trasferitela su una gratella e lasciatela raffreddare completamente per circa un'ora.
-Quindi passate a prepare la glassa fondendo a bagnomaria cioccolato e Rum/caffè.
-Quando sarà sciolto toglietelo dal fuoco e mescolatelo bene fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.
-Alzare il cioccolato dall'acqua calda e aggiungere poco per volta il burro mescolando bene con una frusta.
-Quindi sbattere il composto sopra una ciotola con acqua e ghiaccio continuando a miscelare fino ad ottenere un composto spalmabile.
-Distribuirla sulla torta con una saptola e decorare con le mandorle a scaglie. (Io aggiunto una spolverata di cacao perché la glassa era stata un po' birichina:)

3 commenti:

  1. caspiterina...sembra buonissima!

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  2. bravissima!!! L'ho fatta anch'io e so cosa vuol dire! una fatica, per cui vale la pena vedere un risultato così buono! complimenti! :-D

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  3. @Dada Da rifare assolutamente anche perché leggere il tuo post mi è stato chiarificatore su molti punti!

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